Distacco quadrato causato da forma quadrata

The ghetto can be a physical place whatsoever, a neighborhood or a single building or an entire city. The installation recreates a place that actually has no physical limit that forces the ghettoization, but the leads through a state of mind. The work is in fact designed to be complete only when there is a spectator in it. The hole of projection is designed so as to conceal the projection to the viewer that interacts with the work, but at the same time to reveal to any other people nearby, as is reflected on the head and shoulders of the same. "We created an artificial ghetto, overturning the concept of the ghetto as a collective place to become for a single person. The installation forces the person inside and the people watching from the outside to a kind of forced collaboration for the full enjoyment of the opera. Infact, the person within the ghetto enjoys only the audio, and its presence within the opera makes possible the viewing of images to other people, then that benefit only the video. This shows a symbolic balance between inside and outside the ghetto". The installation consists of a simple wall of small size, which has an extrusion at the center of a square shape. Inside extrusion are projected archival images that refer to the conception of life. Below the square hole is a headset for audio fruition. At the base of the wall there is a sort of rectangular bounding in soil.

[ITA] Il ghetto può essere un luogo fisico qualsiasi, un quartiere o un singolo palazzo oppure una intera città. L'installazione ricrea un luogo che in realtà non ha nessun limite fisico che costringe alla ghettizzazione, ma la induce attraverso uno stato mentale. L'opera infatti è concepita per essere completa solo quando è presente uno spettatore all'interno di essa. Il foro di proiezione è concepito in maniera da occultare la proiezione allo spettatore che interagisce con l'opera, ma allo stesso tempo di rivelarle alle altre eventuali persone vicine, in quanto si riflette sulla testa e le spalle delle stesse. "Abbiamo creato un ghetto artificiale, ribaltando la concezione di ghetto come luogo collettivo per farlo diventare di un singolo individuo. L'installazione costringe la persona all'interno e le persone che guardano dall'esterno ad una sorta di forzata collaborazione per la fruizione completa dell'opera. Difatti l'individuo all'interno del ghetto fruisce solamente l'audio, mentre la sua presenza all'interno dell'opera rende possibile la visione delle immagini alle altre persone, che quindi fruiscono solo del video. Questo riporta un simbolico equilibrio tra dentro e fuori dal ghetto". L'installazione è costituita di un semplice muro di piccole dimensioni, che ha al centro un'estrusione di forma quadrata. All'interno dell'estrusione sono proiettate immagini d'archivio che rimandano al concepimento della vita. Sotto al foro quadrato è presente una cuffia per la fruizione audio dell'installazione. Alla base del muro è presente una sorta di delimitazione rettangolare in terriccio.

Distacco quadrato causato da forma quadrata
mono-channel video installation

concept / movimentomilc
dimensions / 2x1x1 mt approximately
technique / wood, soil, headphones, projector, a person
running time / 4'30'', in loop
sound / on headphones
language / none
year / 2013

exhibitions /
CGIL head office, april 23th > may 4th 2013, Cosenza
Exhibition Room, Università della Calabria, january 24th > february 11th 2013, Arcavacata di Rende

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